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Settembre 2010

Non molto conosciuto nel vecchio continente, Donn Beach , in arte Don the Beachcomber , negli Stati Uniti è una celebrità ed è colui che ha per primo inventato il filone dei locali e dei drink a tema tropicale.
Donn Beach, all’anagrafe Ernest Beaumont-Gantt, lascia ben presto la natia Louisiana per viaggiare in Giamaica, Australia, Nuova Guinea e Tahiti, per approdare infine in California, e per la precisione a Hollywood. Era il 1931 in pieno periodo del Proibizionismo, con pochi dollari in tasca e senza molta scelta, trovò impiego nelle cucine dei ristoranti cinesi di Chinatown , senza disdegnare occasionalmente il ben più redditizio lavoro di contrabbandiere o “bootlegger” come si chiamavano all’epoca, trasportando clandestinamente whiskey dal Canada.
Hollywood è sempre stato un luogo che ha dato la possibilità di successo a pochi tra i tanti che l’hanno caparbiamente cercato, infatti Ernest Beaumont-Gantt non perde tempo e approfittando del fatto che i ristoranti cinesi erano spesso frequentati da attori, registi e produttori , con molta intraprendenza stringe amicizia con personaggi del calibro di David Niven, Marlene Dietrich e Clark Gable.
Passano un paio d’anni e nel 1933 pensa che è tempo di mettersi in proprio. Dopo una breve ricerca trova in una piccola via a lato di Hollywood Boulevard un vecchio negozio chiuso da tempo. Decide che la ricerca era terminata, lì sarebbe nato il suo locale. Cambia legalmente il suo nome diventando Donn Beach e “Don The Beachcomber” si sarebbe chiamato il locale. Sfruttando le sue amicizie famose riesce con pochi soldi , molte promesse e una stretta di mano ( oggi potrebbe chiamarsi debito d’onore ?) ad ottenere un contratto d’affitto di cinque anni. Il locale prende forma diventando un ristorante originalissimo per l’epoca a tema polinesiano, reti da pescatore, bambù, palme e una miriade di oggetti pseudo-tropicali fanno da cornice a un bar con trenta sgabelli e una piccola sala da pranzo con 5 tavoli.
Nel 1934 con il Proibizionismo appena scomparso, Donn Beach comincia a creare i suoi primi celebri cocktails tropicali, Beachcomber Gold, Vicious Virgin, Shark’s Tooth, Cobra’s Fang erano i loro nomi, cocktails che evocavano luoghi esotici e lontani, che facevano sognare e divertire una clientela sempre più vasta.
Crea in seguito uno dei suoi drink più famosi, il “Don’s Pearl” , dove una perla vera veniva messa nel bicchiere ogni 5 cocktails , la clientela era praticamente “costretta” a berne in quantità industriali pur di farsi una collana , un genio del marketing il Donn!!!!
Ma è lo Zombie la sua creazione più famosa, e come al solito dietro ad ogni cocktail famoso c’è una storia che lo accompagna, e lo Zombie non è da meno. Si narra che un uomo d’affari voleva un drink che lo rimettesse in sesto perché sentiva ancora i postumi della bevuta del giorno prima. Donn miscelo’ al momento un cocktail per quel cliente e lo servì. Al cliente piacque molto e dopo averne bevuti altri due si allontanò e non si fece vedere per alcuni giorni. Al suo ritorno , quando Donn chiese un giudizio sul cocktail, il cliente rispose: “ mi sono sentito come un morto vivente, quel cocktail mi ha fatto diventare uno zombie”, da allora lo “Zombie” ebbe una sua regola ben precisa, due e non più di due per cliente.
Logicamente vista l’enorme popolarità e successo, Don The Beachcomber ebbe una folta schiera di imitatori e i locali a tema polinesiano si moltiplicarono numerosi, gli originali cocktails di Donn venivano sistematicamente copiati o almeno i concorrenti tentavano di farlo, infatti Donn Beach toglieva l’etichetta alle bottiglie e la sostituiva con un codice di numeri e lettere che solo lui e il suo staff conoscevano così che la concorrenza non potesse carpirgli i segreti delle ricette.
Nel 1946 Donn sbarca alle Hawaii con l’intento di ripetere il successo ottenuto in California , d'altronde aprire un locale a tema tropicale nel paese che gli diede ispirazione, era la sua sfida più grande.
Alle Hawaii Donn Beach ottenne un successo strepitoso, creò proprio vicino la spiaggia di Waikiki una replica di un vecchio villaggio hawaiano che chiamò International Market Place, con tanto di piante tropicali, cascate e corsi d’acqua , capanne tipiche, fiori e pappagalli e quant’altro poteva contribuire a ricreare un ambiente il più originale possibile, non mancavano all’interno negozi di souvenir, di prodotti tipici e naturalmente un “Don The Beachcomber “restaurant.
Dopo l’International Market Place, Donn Beach con l’apertura di altri locali notturni , bar e ristoranti, contribuì non poco alla popolarità delle Hawaii , tanto che venne insignito della cittadinanza onoraria per il suo contributo allo sviluppo del turismo delle isole hawaiane.
Il successo non si ferma alle Hawaii, ma continua con l’apertura di locali a Singapore, Tahiti, e Hong Kong , e Donn Beach continua a creare cocktails tropicali dai nomi esotici come Pineapple Surprise, Colonel’s Beach Plantation, Mystery Gardenia.
Dopo molti anni ad occuparsi in prima persona degli affari, Donn Beach si ritira a vita privata , e solo dopo lungo tempo si scoprirono i segreti delle sue ricette. Al giorno d’oggi molti di questi cocktails sono finiti nel dimenticatoio e non tutti gli ingredienti sono di facile reperibilità o addirittura ancora disponibili sul mercato, ma dopo alcune pazienti ricerche abbiamo a disposizione alcune ricette fra quelle di più facile realizzazione.
Dom Costa

Beachcomber’s Gold
1 cl succo di lime
2 cl succo di frutto della passione
1.5 cl miele
3 cl rum portoricano chiaro
1.5 cl rum giamaicano chiaro
2 gocce di Angostura
Preparare nel blender con ghiaccio tritato

Cobra’s Fang
1.5 cl succo d’arancia
1.5 cl succo di lime
0.75 cl granatina
1 cl mix di succhi tropicali
1 cl Myer’s rum
1 cl rum 151 proof
2 gocce d’angostura
Preparare direttamente in un bicchiere da long drink “fancy”

Missionary’s Downfall
1.5 cl miele
1.5 cl succo di lime
1.5 cl liquore alla pesca
3 cl rum chiaro
2 rondelle di ananas fresco
Preparare nel blender e decorare con un rametto di menta fresca

Il contenuto varia da un drink all’altro in quanto i cocktail venivano serviti in bicchieri dalle forme particolari e diversi uno dall’altro. Alcune marche di rum sono state sostituite con un generico “rum chiaro” per la non facile reperibilità dei prodotti usati originariamente.