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Agosto 2010

Diario di Bordo
24 Giugno 2010, Roma, Parco della Caffarella, ore 19:30…
E’ da poco terminata Slovacchia – Italia, risultato 3-2, siamo fuori dal Mondiale.
Il colpo fortunato, in ogni caso, è che stiamo per partire per un’avventura gitana, attraverso le nostre passioni, carichi come molle al solo pensiero di poterci confrontare con personaggi e realtà mitologiche nel mondo della mixology.
La delusione è, quindi, subito archiviata.
La road map è tracciata a grandi linee: partenza da Roma alle sette e mezza, arrivo al confine con la Francia verso le due di notte, sosta per passare la notte e ripartire al mattino riposati verso Marsiglia.
La tenacia alla guida del “Presidente” Mr. Leo Leuci, ben supportata dall’altrettanto notevole utilizzo di energy drink, ci convince ad attraversare il confine e di portarci, quindi, nel territorio francese di Menton alle ore tre e mezza, “...ao, mo fermamose però!”, è il grido unanime della ciurma.
La mattina sveglia presto alle 11:00 circa (siamo pur sempre animali notturni) e arrivo nel primo pomeriggio a Marsiglia, con visita al Porto Vecchio, Centro Storico e birretta rinfrescante contro l’arsura che si fa sentire anche da queste parti.
Ripartenza rapida con destinazione Barcellona e occhio alla strada per individuare l’uscita Marseillan (sarà utile al ritorno, vedi in seguito).
Purtroppo non abbiamo potuto incontrare la Superstar Bartender di Barcellona, Mr. Giuseppe Santamaria, in quanto in Italia in quei giorni, quindi abbiamo dirottato su una scelta di turismo “estremo” con tanto di reflex e camera al seguito, verso le bellezze artistiche della città.
Da menzionare in particolare l’Hotel, scelto dal Presidente via I-Phone al volo prima di arrivare in città, nel famoso “Barrio Arabo” (non Bar Rio Arabo, come ipotizzato da qualcuno della crew…), immerso nel tessuto sociale variegato della città catalana, con personaggi di estremo interesse dentro e fuori, colorito e speziato in un contesto quasi surreale ma assolutamente piacevole e divertente.
Alle otto e mezza di sabato 26 Giugno ci imbarchiamo sul volo che da Barcellona ci porterà ad Ibiza, dove ci aspetta l’evento oggetto principale del viaggio, “Bum Berry & Captain Vadrna’s Faux Tropical Bar School”, e cioè l’opportunità di toccare con mano la ricerca ultraventennale e la passione smisurata per il “Tiki” di Jeff “Beachbum” Berry unita alla meticolosa cura del dettaglio, conoscenza tecnica e altresì passione di Stanislav Vadrna.
Il corso si svolge presso il locale “Itaca” nei pressi del porto turistico di Sant Antoni de Portmany e dura quattro giorni.
Il primo giorno è dedicato alle radici storiche del fenomeno tiki culture, con una panoramica sul concetto sviluppato da Ernest Raymond Beaumont Gantt, Don The Beachcomber o Donn Beach (che dir si voglia), sulle sue miscele segrete e misteriose e sulla nascita dei Polynesyan Palace rivali, primo fra tutti “Trader Vic’s” di Victor Bergeron.
Il secondo giorno è dedicato in parte al design e alla musica che hanno contribuito in maniera determinante al successo del concept, un insieme di elementi che portarono il pubblico a “rifugiarsi” all’interno di isole tropicali immerse nel urbanizzazione delle grandi città americane, in parte alla grande scuola del “Club de Cantineros” di Cuba, ispirazione e fonte di primaria importanza per chi, come Victor Bergeron, si accingeva ad abbracciare il concetto tropicale dell’ospitalità.
Il gruppo di studio è formato da alcuni fra i migliori professionisti d’Europa, non solo del campo Bar/Mixology ma anche del mondo del design e del giornalismo e l’attenzione è di alto livello.
Il terzo giorno inizia con l’analisi della categoria degli “Swizzle” e prosegue con alcuni dei “Punch” più famosi del periodo ‘30/’40.
La decodificazione degli ingredienti segreti di Donn Beach diventa il momento più interessante della giornata, Dashes #1, #2, #3, #4, #5, #6, #7, #8, Donn Mix, Gardenia Mix ecc. non hanno più segreti.
Nel frattempo veniamo avvertiti che oggetto dell’esame, oltre ad un essai finale, sarà un drink preparato con ingredienti tipici del posto…la ricerca dei quali diventa un piacevole passatempo tra i mercatini e negozi dell’isola…
Nel quarto giorno si completa l’opera “italiana”: presentiamo il drink in sei!
Il concetto della “famiglia” coinvolge me, Roberto Artusio, Leo Leuci, Oscar Quagliarini, Luca di Carmine e Alessandro Procoli nella preparazione di un Tiki Punch che assume il nome di “Rome Barrel” e che è composto come segue:
50 ml Clement Reserve Rhum;
50 ml Havana 3 Ron;
25 ml Abbozzo #2 (miscela di miele locale millefiori e frigola, una sorta di timo autoctono);
25 ml succo di Limoni locali;
10 ml Vermouth spagnolo Perucchi;
10 ml Abbozzo #1 (Bitters elaborato a partire da Fernet Tunel, spagnolo, oltre a Lemon Heart Demerara 151 Proof Rum, Angostura, Menta Fresca, Fiori di Malva e Calendula essiccati, Demerara Sugar Cubes, il tutto flambato in un pentolino);
30 ml Lemon Heart Demerara 151 Proof Rum (preparato in stile Blue Blazer e versato fiammeggiante all’interno della Volcano Bowl).
Il drink si prepara all’interno di una caraffa con ghiaccio tritato e miscelato con uno Swizzle Stick martinicano in legno di “Quaranta Turbinata” e versato all’interno di una “Volcano Bowl” riempita con ghiaccio a cubetti.
Come guarnizione abbiamo usato le lime shell riempite con fiori di calendula e malva e flambate con l’overproof rum.
E’ l’epilogo del corso, terminiamo con il “Battesimo del Rum” su un pontile con Stan e Jeff nelle vesti di Battista Spirituali…..
E così ci imbarchiamo di nuovo verso Barcellona dove ci aspetta la “Jerry Thomas Wagon” per i milleduecento chilometri del ritorno.
L’hotel catalano per riposare le membra è sempre lo stesso dell’andata, questa volta però cogliamo l’occasione per visitare uno dei monumenti della mixology locale, il “Caribbean Cocktail Club”, culla europea del Daiquiri e sede di una delle più belle collezioni di shaker storici mai viste in giro, fantastico!
La mattina riprendiamo il viaggio con destinazione Marseillan (come accennato all’inizio), la casa del Noilly Prat, tra Montpellier e Marsiglia.
Arriviamo alla meta verso le due del pomeriggio…adrenalina…siamo davanti alla porta del mito e iniziamo a pensare al Martini di Arma di Taggia, ai vini base lasciati a maturare nelle botti all’aperto per dodici mesi, infusioni, spezie…
La fortuna vuole che ad accompagnarci nella visita sia proprio Jean Louis Mastoro, Maitre de Chai, che ci guida in tutti i luoghi dell’azienda, comprese le aree chiuse al pubblico, attraverso tutte le fasi di produzione, dalla “Chai du Canada” alla “Salle des Secrets”.
Durante la visita ci rendiamo conto della cura del minimo dettaglio nella produzione dei nettari Dry, Rouge e Ambrè che dura trenta mesi.
L’ultimo passo è il bar, il magnifico bar ricavato nel cuore dell’azienda, dove deliziamo Monsieur Mastoro con le nostre miscelazioni: dopo un fantastico Martini preparato dal Presidente Leuci è il mio turno…la tentazione di utilizzare il pressoché sconosciuto Noilly Prat Ambrè è forte.
Dopo un breve consulto con la mia creatività (sic!) decido per un twist sul Martinez Cocktail, nasce quindi il “Mastoro Martinez”.
25 ml Bombay Sapphire London Dry Gin;
25 ml Noilly Prat Ambrè;
25 ml Noilly Prat Rouge;
5 ml Maraschino;
2 dashes Orange Bitters;
Twist di limone.
E’ l’apoteosi del Jerry Thomas Voyage...
Non resta che portarsi all’interno dello shop dell’azienda e acquistare tutto...e così è.
Il piccolo paesino merita una passeggiata nel porticciolo, una birra rinfrescante prima di rimettersi in viaggio, questa volta verso Alassio, dove ci aspetta il grande Dom Costa.
L’arrivo ad Alassio cade alle ore 01:30, giusto in tempo per assaporare qualcuno dei suoi mitici Tommy’s Margarita, salutare calorosamente Dom ed il suo staff e rimetterci in viaggio, questa volta verso casa.
Jerry torna a casa in mattinata, felice e soddisfatto per la miriade di esperienze meravigliose ed indimenticabili di un viaggio verso lo stile tropicale ed esotico del Tiki Bar con il ritorno classico al Vermouth all’insegna del “Twist on Classic”, vera ed unica mission del gruppo.
Salute!
Antonio Parlapiano
The Jerry Thomas Project
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