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Luglio 2010

Ok, immaginatevi un posto dove il sole ed il calore accompagnano le vostre giornate praticamente 365 giorni all’anno, i sorrisi della gente vi fanno spesso dimenticare i problemi, e dove si, diciamo la verita’, il modo di lavorare e la maniera a volte eccessivamente rilassata di prendere la vita dei locali, vi fanno disperare.
Adesso aprite gli occhi, benvenuti a Guadalajara, Messico, la capitale della produzione del tequila.
Cominciamo col fatto di sottolineare che il tequila e’ un termine maschile…..e sì, in Italia spesso commettiamo l’errore di riferirci al tequila come La tequila.
Il tequila, esatto, il termine che userete da adesso in poi.

Ma adesso non siamo qui a scoprire cosa c’e’ dietro il tequila, ne a visitare i suoi segreti e i suoi metodi di produzione, siamo qui per raccontare una notte in Guadalajara ... dove andiamo, quando e soprattutto cosa beviamo.

Sono le 20.00 di un umida serata di Giugno, siamo in piena stagione piovosa, che consiste in un’ora o poco più di pioggia ogni (quasi) giorno, un piacevole intervallo tra sole e calore, una freschezza che non solo le piante selvagge ringraziano, ma anche il basilico e la rucola che ho piantato fuori nella terrazza.
Aspetto Pancho, un amico Messicano, un personaggio che spero un giorno avrete la fortuna di conoscere, una bella persona con una personalità eccezionale.
Ovviamente e’ in ritardo, diciamo che in Messico dovete preoccuparvi se la persona che dovete incontrare arriva puntuale al rendez-vous, considerandola una cosa molto inconsueta...
La sete bussa alla porta, quindi decido nell’attesa di aprirmi una Cucapa’, una birra prodotta nella regione della Bassa California, una delle mie birre preferite in assoluto, fresca, complessa, piacevole. Per accompagnarla mi servo anche un tequila, un Blanco, un Calle 23 Blanco per essere precisi.
In questo istante sono in Paradiso, la birra ed il tequila son come la sabbia ed il mare, come l’amore ed il sesso, un matrimonio perfetto insomma.

Arriva Pancho finalmente, e’ ora di andare.

Guadalajara e’ una città frizzante, viva, decidiamo di cominciare con un Tegrone in un bar di un amico che si chiama La Nacional, in Avenida Chapultepec, una delle avenide / strade in grande sviluppo, con bars per tutti i gusti, a volte che fanno troppo rumore, però La Nacional e’ un cocktail bar di piccole dimensione, un terrazza all’aria aperta dove l’aria fresca ed un venticello da sogno fanno da guarnizione al tuo cocktail.
Il Tegrone non e’ altro un Negroni modificato in stile Messicano.
Parti uguali di tequila, bitter e vermouth dolce, vengono servite direttamente sopra ghiaccio, in un old-fashion glass. Di solito una fettina di arancia come guarnizione, ma personalmente preferisco una fetta di pompelmo rosa e succoso, che combina perfettamente con il mix.
Il mio Tegroni di questa sera:
25 ml Tequileño Blanco tequila
25 ml Campari
25ml Martini Rosso
Easy.


Passa un oretta, e decidiamo di spostarci in un altro dei miei posti favoriti, una mescaleria che si chiama Pare de Sufrir: Tome Mezcal (tradotto sarebbe “smetti di soffrire: bevi Mezcal” ).
Il proprietario si chiama Pedro, ed e’ incredibile vedere la passione, l’eccitazione crescere nei suoi occhi quando cominciamo a parlare di questo distillato tipico dello stato di Oaxaca.

Pedro ha scelto personalmente ogni mezcal presente nel suo back bar, dopo continui viaggi alla ricerca di piccoli produttori locali, prodotti che non vedrete da nessuna parte all’infuori del Messico.
Prodotti che spesso vengono distillati in quantita’ ristrettissime, 200/300 bottiglie all’anno.
Questa mecca del mezcal non e’ niente di pretenzioso, il bar e’ semplice, di legno, le pareti dipinte da un artista locale, la musica di qualita’: e’ notte di festa!
Non ci sono cocktails, solo birra (rigorosamente locale) e mezcal.
Cosa potrei chiedere di piu’ ?!!!
Io e Pancho passiamo un paio d’ore seduti a chiaccherare con Pedro e due amiche che nel frattempo ci hanno raggiunto..e non fate quel sorriso malizioso, ho detto amiche!
Il mezcal comincia a fare il suo dovere, forse e’ meglio andare, Pancho..


Usciamo, pronti per dare un termine alla serate, ma dopotutto e’ ancora presto, domani e’ sabato e non si lavora, andiamo da Don Gill, va!!
Don Gill e’ una delle cantine storiche della citta’, ubicata nella zona vecchia di Guadalajara.
Entrando dalla porta principale (ed unica) si possono ascoltare le risa della gente, si può ascoltare il vecchio juke box dal quale proviene una cumbia colombiana.
C’e’ chi balla e c’e’ chi e’ seduto al bancone, dimentica i suoi problemi con l’aiuto del tequila.
Qualcuno piange, qualcuno ride.
E’ esattamente come essere in un film.
Abbandoniamo fortunatamente l’idea iniziale di ordinare un Bull (tipico “cocktail” da cantina) e ripieghiamo sul classico “combo” tequila e birreta per concludere tra due risate una bella serata.

Dimenticavo .. cos’e un Bull?
Come probabilmente il nome vi può ricordare, e’ una combinazione assasina di:
Rum
Vodka
Tequila
Birra
Succo d’arancia
E una sprizzata di limone
Il tutto servito in un vaso enorme.
Che marche? Non mi azzardo a chiedere, son sicuro che la risposta non mi piacerebbe..

Immaginatevi un Long Island Ice tea.
Ecco, adesso moltiplicatelo per 10.

Alla prossima.
Hasta luego amigos y suerte.

Stefano
www.tequilacalle23.com